La doppia faccia degli UFO – di Ian Watson | Quando ci sono le idee ma non lo stile.

51Ph+xRsFULUno dei misteri più dibattuti di sempre riguarda il cosiddetto fenomeno UFO. Molte persone tendono ad associare questa parola agli alieni, alla vita extraterrestre, o a qualsiasi elemento estraneo al pianeta Terra. In realtà, pochi sanno che il termine UFO serve ad indicare “genericamente ogni fenomeno aereo le cui cause non possano facilmente o immediatamente essere individuate da un osservatore”. E’ semplice quindi intuire che un UFO potrebbe anche essere di origine umana, o animale, o di qualsiasi altro tipo.

Nel corso del tempo, innumerevoli sono stati gli avvistamenti di oggetti non identificati nei cieli di tutto il mondo, così come innumerevoli sono state le ipotesi proposte per spiegare tali fenomeni. Ed innumerevoli sono anche le opere letterarie e cinematografiche che hanno utilizzato questo argomento per creare storie più o meno suggestive, che utilizzano il mistero degli UFO per dare sfogo alla fantasia dei vari autori. Tra questi, c’è un noto scrittore britannico, Ian Watson, autore di numerosi romanzi di fantascienza, tra cui quello di cui tratterà questa recensione, “La doppia faccia degli UFO”, opera che può essere inserita a pieno titolo nella categoria della fantascienza “new wave” più radicale.

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Sottogeneri e Filoni della Fantascienza

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Sottogeneri e filoni della fantascienza si sono sviluppati fin dalla codificazione della science-fiction come letteratura di consumo e di genere, assurgendo a genere popolare di successo a partire dagli anni cinquanta del XX secolo.

All’interno di tale filone narrativo si sono via via sviluppati vari altri, che in quanto tali, spesso, non presentano confini precisi e non di rado hanno assunto una connotazione commerciale. Infatti, molto di frequente, un’opera o un autore utilizzano vari temi contemporaneamente e si possono collocare all’interno di più filoni.

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Blade Runner | Il film che ha cambiato la fantascienza del futuro.

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« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire. »

Questa è solo una delle tante perle che ci offre uno dei film più famosi della storia del cinema, e sicuramente uno dei più affascinanti di sempre, “Blade Runner”. Pilastro della fantascienza anni ’80, ispirato al famoso romanzo di Philip K. Dick, “Il cacciatore di androidi”, e film che è diventato negli anni un prodotto di culto, con scene, in particolare quella che ho citato prima, che sono diventate tra le più famose della storia del cinema. Un film che nonostante i limiti tecnici dei suoi tempi, ancora oggi, dopo quasi 40 anni, viene apprezzato da professionisti e non del settore per la sua visione di un futuro inquietante, distopico, ma estremamente realistico, ed in cui è stato proposto il tema robotico, abbondantemente usato nella fantascienza, in un modo così profondo ed introspettivo da diventare un elemento portante per il suo successo.

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1984 – di George Orwell | Quando le realtà è il peggior incubo.

1984_george_orwellImmaginate un mondo dove ogni vostra azione viene analizzata e soppesata, dove anche una piccola deviazione da ciò che viene ritenuto il “buonpensiero” possa essere punita con la pena di morte. Un mondo in cui lo stesso significato di libertà è stato polverizzato, sostituito da una obbligata quanto fanatica venerazione di un’entità politica con poteri pari e addirittura superiori a quelli di un Dio.

Questo e molto di più è il romanzo di George Orwell, 1984, pubblicato nel 1948 (l’inversione delle ultime due cifre non è un caso!), ritenuto uno dei suoi migliori lavori e modello esemplare di un filone di romanzi definiti distopici, in cui il pessimismo intellettuale del periodo post-bellico raggiungeva la sua massima espressione.
La definizione di distopia come “la descrizione di una immaginaria società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa”, si adatta pienamente all’ambientazione creata dall’autore, che non si è limitato ad immaginare un futuro moralmente spaventoso, ma andando ben oltre, fornendo una descrizione decisamente approfondita della società in cui prende vita la storia che ci racconta; una società tremendamente simile, su molti aspetti, a quella in cui noi viviamo.

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La Civilità dei Solari – di Norman Spinrad | Hippy spaziali e scimmie galattiche.

La-civit-dei-solari-1Ci sono tanti modi per interpretare la definizione di “casa”. Il più classico fa sicuramente riferimento ad un’abitazione in cui vivono una o più persone per il quale quella stessa abitazione è, appunto, la propria casa. In un senso più generalizzato del termine, la casa può anche essere la città in cui si trova la nostra abitazione e, allargando maggiormente il raggio considerato, lo Stato a cui essa appartiene. Ma è molto più raro che venga associata all’intero pianeta Terra, o almeno lo è per la nostra epoca in cui l’uomo non ha conosciuto altra casa che questo piccolo, insignificante pianeta del Sistema Solare.

Ben diversa è invece la situazione che ritroviamo nella prima opera sci-fi della carriera di Norman Spinrad, “La Civiltà dei Solari”, pubblicato a metà circa degli anni 60′, periodo in cui l’uomo si stava appena affacciando ai viaggi interplanetari ponendo il primo piede sul piccolo satellite lunare.

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Cittadino della Galassia – Robert A. Heinlein | La Fantascienza che ci piace.

uc27Uno dei motivi per cui mi sono appassionato a questo fantastico genere letterario è che non è raro imbattersi in opere quasi del tutto sconosciute al grande pubblico che potrebbero benissimo essere considerate dei piccoli capolavori; ed è in quei casi che comprendi quanto la popolarità di un romanzo sia totalmente indipendente dalla sua qualità intrinseca. Ovviamente, per i generi di nicchia come lo sci-fi datato questa tendenza è ancora più marcata ed infatti, tralasciando i soliti appassionati che di sicuro conosceranno questa storia se non altro per essere la prima pubblicazione di una linea editoriale che in Italia ha fatto la storia della fantascienza (Cosmo Oro), sfido tutti gli altri a poter affermare di conoscere questa fantastica opera di cui sto per parlare.
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Guida galattica per gli autostoppisti – di Douglas Adams| Un romanzo che non potrai non amare!

A1HGWCA36hLMi capita molto di rado di amare un romanzo fin dalla sua prima lettura, e ancora più raramente mi capita con romanzi che fanno parte di un genere che non prediligo particolarmente, quello della fantascienza ironica.

Fino alla lettura di questa geniale opera non avevo una grande considerazione di questo genere, in buona parte per la visione piuttosto seriosa che ho sempre avuto della letteratura sci-fi.

E non saprei descrivere a parole la sorpresa che ebbi durante la prima lettura di questa “Guida galattica per gli autostoppisti”, romanzo scritto nel 1979 dal britannico Douglas Adams, autore dallo spiccato humor inglese con cui ha costruito un’opera che è entrata nella storia della fantascienza e non solo.

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